Preghiera di adorazione


“LO RICONOBBERO NELLO SPEZZARE IL PANE”                             Maggio 2014
 

Introduzione
 
Sorelle e fratelli, nella gioia del tempo pasquale ci è dato di rivivere l’esperienza dei due discepoli di Emmaus. Alla sera di questo giorno Egli si mostra a noi nel Pane dell’Eucaristia e noi Lo riconosciamo vivo, Lo adoriamo e rimaniamo a conversare con Lui. Egli saprà ancora riscaldare i nostri cuori e farci comprendere il progetto di amore che il Padre ha su di noi.
Preghiamo anche perché doni alla sua Chiesa uomini e donne che si dedichino totalmente al suo servizio nel ministero sacerdotale o nella vita religiosa.
 

Canto iniziale di adorazione Pane del cielo

Pane del Cielo sei Tu, Gesù,
via d’amore: Tu ci fai come Te. 
 
No, non è rimasta fredda la terra:
Tu sei rimasto con noi per nutrirci di Te,
Pane di vita, ed infiammare col tuo amore
tutta l’Umanità. (Rit)
 
Sì, il Cielo è qui su questa terra:
Tu sei rimasto con noi, ma ci porti con Te
nella tua casa dove vivremo insieme a Te
tutta l’Eternità. (Rit)
 
No, la morte non può farci paura:
Tu sei rimasto con noi. E chi vive di Te
vive per sempre. Sei Dio con noi,
sei Dio per noi, Dio in mezzo a noi. (Rit)

 
Dal Vangelo secondo Luca (24, 13-35)
 
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
 
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
 
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrarenella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro In tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
 
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
 
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.


Adorazione silenziosa: Rileggi il vangelo e il suo commento, rimani nello stupore e nella gratitudine
 
Signore Gesù, grazie perché ti sei fatto riconoscere nello spezzare il pane. Mentre stiamo correndo verso Gerusalemme, e il fiato quasi ci manca per l’ansia di arrivare presto, il cuore ci batte forte per un motivo ben più profondo.
 
Dovremmo essere tristi, perché non sei più con noi. Eppure ci sentiamo felici. La nostra gioia e il nostro ritorno frettoloso a Gerusalemme, lasciando il pranzo a metà sulla tavola, esprimono la certezza che tu ormai sei con noi. Ci hai incrociati poche ore fa su questa stessa strada, stanchi e delusi. Non ci hai abbandonati a noi stessi e alla nostra disperazione.

Ci hai inquietati con i tuoi rimproveri. Ma soprattutto sei entrato dentro di noi. Ci hai svelato il segreto di Dio su di te, nascosto nelle pagine della Scrittura. Hai camminato con noi, come un amico paziente. Hai suggellato l’amicizia spezzando con noi il pane, hai acceso il nostro cuore perché riconoscessimo in te il Messia, il Salvatore di tutti. Così facendo, sei entrato
dentro di noi.
 
Quando, sul far della sera, tu avevi accennato a proseguire il tuo cammino oltre Emmaus, noi ti pregammo di restare.
Ti rivolgeremo questa preghiera, spontanea e appassionata, infinite altre volte nella sera del nostro smarrimento, del nostro dolore, del nostro immenso desiderio di te. Ma ora comprendiamo che essa non raggiunge la verità ultima del nostro rapporto con te. Infatti tu sei sempre con noi. Siamo noi, invece, che non sempre restiamo con te, non dimoriamo in te.

Per questo non sappiamo diventare la tua presenza accanto ai fratelli. Per questo, o Signore Gesù, ora ti chiediamo di aiutarci a restare sempre con te, ad aderire alla tua persona con tutto l’ardore del nostro cuore, ad assumerci con gioia la missione che tu ci affidi: continuare la tua presenza, essere vangelo della tua risurrezione.
 
Signore, Gerusalemme è ormai vicina. Abbiamo capito che essa non è più la città delle speranze fallite, della tomba desolata. Essa è la città della cena, della Pasqua, della suprema fedeltà dell’amore di Dio per l’uomo, della nuova fraternità. Da essa muoveremo lungo le strade di tutto il mondo per essere testimoni della tua risurrezione. (Card. Carlo M. Martini)

 
Spunti per la riflessione:
 
 Anch’io, a volte, provo delusione e rammarico: per che cosa?  Vado anch’io in cerca di ristoro “a Emmaus”? Dove cerco rifugio quando sono sconsolato?
Medito con stupore: il Signore viene ad incontrarmi proprio quando batto in ritirata, mi avvicina proprio dove sono lontano dalla
Sua croce e risurrezione, mi riscalda il cuore proprio quando perdo la speranza. Anche questa sera mi sei vicino Signore… E mi parli…


Canto di adorazione:
 
Niente ti turbi, niente ti spaventi, chi ha Dio niente gli manca,
niente ti turbi niente ti spaventi solo Dio basta.

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